Sole Sole · 19 Marzo 2021

Calcio balilla: trucchi e regole

È uno dei passatempi più iconici della cultura italiana, un divertimento che ha attraversato indenne tantissime generazioni. Perché, oggi come negli anni ’60, il calcio balilla è uno dei giochi estivi più amati e praticati sulle spiagge italiane. Il segreto della sua longevità? La semplicità dei movimenti e delle regole, ma soprattutto quello spirito di aggregazione che - anche all’epoca dei social e degli smartphone - non tramonta mai.

È uno dei passatempi più iconici della cultura italiana, un divertimento che ha attraversato indenne tantissime generazioni. Perché, oggi come negli anni ’60, il calcio balilla è uno dei giochi estivi più amati e praticati sulle spiagge italiane. Il segreto della sua longevità? La semplicità dei movimenti e delle regole, ma soprattutto quello spirito di aggregazione che – anche all’epoca dei social e degli smartphone – non tramonta mai.

Praticato dai nostri nonni e perfezionato dai nostri padri, il calcio balilla è giunto fino ai giorni nostri senza alcuna variazione: un tavolo rettangolare di legno, il fondo in plastica verde, le aste in ferro con undici “calciatori” schierati col 3-5-2 e le tradizionali manopole colorate.

Nessuna concessione alla tecnologia, nessuna innovazione. Perché il calcio balilla, detto anche biliardino, non potrà mai essere diverso da quello che è sempre stato.

Le regole, si diceva, sono quasi banali: si gioca uno contro uno o due contro due e vince semplicemente chi fa gol, ovvero chi spinge la pallina bianca di 9 grammi dentro la porta avversaria.

Per la verità, il manuale del calcio balilla in versione italiana prevede un articolato schema di regole (vietato toccare la pallina due volte con lo stesso calciatore, ammesso il doppio tocco solo in attacco in contropiede e in mediana, escluso lo stop e il tiro anche se dovesse rimbalzare su un altro omino, ecc.), ma generalmente vengono applicate soltanto nei tornei ufficiali.

La versione da spiaggia, quella più ludica e divertente, prevede un protocollo regolamentare molto più basico e semplice, con un’unica eccezione: non è consentito far girare la stecca più di 360°. Si tratta, infatti, della tanto vituperata “rullata”, ovvero un “trucco” generalmente vietato che divide i giocatori capaci da quelli del tutto improvvisati.

Il biliardino sembra sia stato concepito in Germania da Broto Wachter tra gli anni ’20 e ’30, con l’intenzione di portare il gioco del pallone su un tavolo. La sua diffusione vera e propria iniziò però negli anni ’50, periodo in cui arrivò anche in Italia dove si sviluppò soprattutto sulle spiagge. Qui, nel giro di poco tempo, diventò uno dei divertimenti più identitari della nostra cultura, una cartolina di un’Italia spensierata dove bastava poco per divertirsi assieme.

Anche al Pino Beach, dove lo sport ed il divertimento sono di casa, non manca il tradizionale tavolo da calcio balilla dove da sempre – uomini e donne, giovani e anziani – si cimentano in questo divertente passatempo estivo. E, prima del calcio d’inizio, tra sfottò e risate, la frase è sempre quella: “Chi vince festeggia e chi perde paga da bere”.

Pino Beach 285

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